Il manifesto
Le tue cose. Le tue persone. Il tempo di esserci.
Condividere non è il problema. Lo è un modello che trasforma ogni gesto in una copia e ogni relazione in un dato. DiPersona propone un’altra strada: un tavolo per le persone che conosci. Questi sono i suoi impegni, e il modo in cui il software li mantiene.
1. La presenza è il confine.
Ciò che metti sul tavolo si vede mentre sei seduto e torna con te quando ti alzi. Le parole sbiadiscono: nessuna cronologia delle parole né delle presenze, nessun «visualizzato».
2. Guardare non è tenere.
Nell’app, una copia da conservare nasce da un regalo accettato.
3. Il contesto lo scegli tu.
Non c’è una ricerca pubblica delle persone: ci si incontra con un QR o un invito e si confronta un codice. Un tavolo si apre solo quando tutti dicono di sì, e puoi far parte di sedici tavoli al massimo.
4. Buste chiuse, nessun gestore centrale.
Ogni tavolo usa il relay privato di chi lo crea. DiPersona distribuisce il software e non gestisce un servizio centrale per gli scambi. Il relay porta contenuti cifrati che non può aprire.
Gli ospiti usano identificativi tecnici distinti per relay; il server conserva i dati pubblici del gestore e le autorizzazioni necessarie al servizio. Non conserva una rubrica dei contatti o il contenuto in chiaro dei tavoli, ma indirizzi di rete, tempi e collegamenti tecnici restano osservabili. I dettagli sono in Dati sui server.
5. Nessun custode della tua continuità.
Se perdi il telefono, le 12 parole ti riportano l’account; con il file di recupero ritrovi anche persone e tavoli, e le tue persone confermano il telefono nuovo. Il gestore non tiene copie delle parole né chiavi di riserva.
6. L’attenzione resta tua.
Niente pubblicità, vendita dei dati, profilazione o classifiche. Se vuoi, il telefono ti avvisa quando qualcuno si siede, senza nomi né contenuti. Alzarsi è facile quanto sedersi.
Che cosa non promettiamo
L’anonimato: il traffico è pseudonimo. Una verifica indipendente della sicurezza, che ancora manca. Che chi vede un contenuto non possa riprodurlo, o che un telefono compromesso non possa conservarlo. Che il blocco delle catture copra ogni schermata e ogni dispositivo. Che un biglietto lasciato a chi non c’è sia protetto come gli scambi dal vivo. Che il recupero dell’account riporti foto, documenti e pensieri.
Come si controlla
Gli impegni si provano sui telefoni veri, con criteri scritti prima della prova: una prova fallita resta scritta come fallita, e il difetto si corregge. Quando il codice cambia, cambiano questi testi. Come funziona e Dati sui server dicono il resto; il saggio spiega il perché.