DiPersona Relay Alpha R11. Nuova installazione su un server da 1 vCPU e 2 GiB. Risultati e limiti.
DiPersona Relay · Alpha R11
Il tuo relay.
Dal computer.
Dall’app copi o condividi il collegamento con te stesso e lo apri sul computer. Prepari la configurazione, la incolli nel pannello DigitalOcean e crei il server. Il server scarica, verifica e installa DiPersona da solo.
Non devi scaricare lo ZIP sul PC, avviare programmi o creare un token API. Non serve un dominio: il relay usa il proprio indirizzo IP.
1. Prepara ciò che serve.
- Un computer con un browser aggiornato e un account DigitalOcean con fatturazione attiva. Proteggi l’account con autenticazione a più fattori.
- Una normale email che controlli, per i certificati del tuo relay. Non serve una PEC.
- DiPersona 0.4.84 sul telefono. Controlla la disponibilità dell’app compatibile.
Questa procedura crea un nuovo server a pagamento. Non modifica né sostituisce un relay esistente. Conserva la guida aperta in una scheda mentre lavori nel pannello DigitalOcean.
2. Prepara il testo di avvio.
- Sul telefono apri I tuoi relay → Crea il tuo relay. Nel dialogo Crea il relay dal computer scegli Condividi o Copia collegamento e invialo soltanto a te stesso.
- Apri quel collegamento nel browser del computer: il configuratore riceve i dati pubblici necessari, senza file da esportare o selezionare. Genera un nuovo testo di avvio R11. Non riutilizzare una configurazione precedente: potrebbe installare un vecchio pacchetto. Conserva lo stesso account e telefono per la prima associazione dopo l’installazione.
- Inserisci la tua email. Leggi le condizioni di Let’s Encrypt e seleziona personalmente il consenso.
- Premi Prepara la configurazione, controlla il riepilogo e premi Copia per DigitalOcean.
Il testo copiato inizia con #cloud-config. Lo incollerai al passo 4. Non modificarlo e non incollare al suo posto il collegamento allo ZIP. Scarica una copia conserva facoltativamente il testo come cloud-init-relay.yaml. Per installare basta copiarlo nel pannello; non devi eseguire il file sul PC. Al passo 7 assocerai il relay inquadrando il QR dal telefono.
Email e riservatezza della configurazione
Il modulo elabora email, consenso e dati pubblici del gestore nel browser e non li invia al sito. Il sito conserva separatamente la preferenza del tema. Quando incolli il testo e crei il server, la configurazione, inclusi i dati pubblici del gestore, passa a DigitalOcean e al server; il server comunica l’email a Let’s Encrypt. L’indirizzo non appare nella pagina pubblica del relay.
Non pubblicare il testo personalizzato: contiene la tua email e i dati pubblici che identificano l’account e il telefono del gestore, compreso il nome impostato nell’app. Il configuratore non richiede password o credenziali DigitalOcean. Let’s Encrypt non invia avvisi di scadenza; il rinnovo è affidato al servizio installato sul relay. Informazioni ufficiali.
3. Prepara il firewall DigitalOcean.
Il firewall del server viene configurato automaticamente dal pacchetto. Questo passaggio aggiunge la protezione del provider, esterna al server.
- Nel pannello DigitalOcean apri Networking → Firewalls → Create Firewall.
- Assegna un nome riconoscibile, per esempio dipersona-relay2.
- In Inbound Rules elimina la regola SSH predefinita. Aggiungi le sei regole della tabella, una per porta.
- In Outbound Rules conserva le regole per tutto il traffico TCP, UDP e ICMP verso tutte le destinazioni.
- Lascia vuoto Apply to Droplets e premi Create Firewall. Assocerai questo firewall al nuovo server al passo 5.
| Tipo | Porta | Sorgenti |
|---|---|---|
| HTTP / TCP | 80 | All IPv4 |
| HTTPS / TCP | 443 | All IPv4 |
| Custom / TCP | 8444 | All IPv4 |
| Custom / TCP | 9443 | All IPv4 |
| Custom / TCP | 9445 | All IPv4 |
| Custom / TCP | 9446 | All IPv4 |
Non usare un intervallo di porte: devono essere esattamente queste sei. Nessuna regola in ingresso per SSH, database o UDP. La porta 80 serve anche al rinnovo dei certificati: lasciala aperta.
4. Crea il server.
- Apri Create → Droplets. Scegli Frankfurt → Datacenter 1 (FRA1) come regione e lascia la VPC predefinita.
- In Choose an image → Solutions / Marketplace, cerca Docker e seleziona l’immagine Docker pubblicata da DigitalOcean. Non scegliere soltanto Ubuntu: questa procedura usa Docker già installato.
- Scegli Basic / Shared CPU → Regular, architettura Intel/AMD (x86-64), 1 vCPU e 2 GiB di RAM. Controlla il prezzo corrente nel pannello prima dell’acquisto. R11 imposta la soglia memoria dei container a 768 MiB e il massimo a 1024 MiB. Sistema operativo e Docker usano anche memoria esterna a questo gruppo. Il riferimento dei 40 utenti descrive una prova precedente, non un massimo garantito.
- Lascia disattivati Add additional storage, Enable automated backups e Add a worry-free Managed Database: non servono componenti aggiuntivi per questa procedura.
- In Choose Authentication Method / Authentication seleziona espressamente Password, anche se il pannello propone già SSH Keys. Non eliminare le chiavi esistenti del tuo account. Imposta una password root lunga, unica e conservala nel tuo gestore di password. Serve per la console di recupero del provider; non inserirla nel configuratore DiPersona e non condividere schermate che la mostrino. Il bootstrap disabilita SSH.
- In Networking lascia selezionato Public IPv4 address e IPv6 disattivato. L’indirizzo privato della VPC non sostituisce l’IPv4 pubblico del relay.
- Deseleziona Improved Metrics and monitoring (Free), se preselezionato. È un agente opzionale DigitalOcean, non necessario al percorso minimale.
- In Additional Options attiva la casella Startup scripts (Free), anche indicata come Add Initialization scripts. Nel campo Enter your scripts or data incolla l’intero testo copiato dal configuratore, dalla prima riga
#cloud-config. Se hai salvato il file YAML, aprilo e copiane tutto il contenuto: non incollare il percorso del file o l’indirizzo dello ZIP. - In Quantity seleziona 1 server e assegna il nome dipersona-relay-02. È un’etichetta nel pannello, non un dominio da acquistare. Mantieni il progetto scelto nel tuo account e lascia Tags vuoto: assocerai il firewall direttamente al Droplet.
- Prima di Create Droplet ricontrolla immagine Docker, piano e prezzo, autenticazione Password, IPv4 pubblico, opzioni aggiuntive disattivate e testo di avvio intero nel campo. Premi Create Droplet per confermare l’acquisto.
La fatturazione inizia con la creazione: non c’è un secondo pagamento necessario ad avviare l’installazione. Se la pagina si interrompe, controlla prima l’elenco dei Droplet: non premere nuovamente Create senza sapere se il server esiste già.
5. Collega subito il firewall.
- Appena il nuovo server compare nell’elenco, torna in Networking → Firewalls e apri dipersona-relay2, il firewall creato al passo 3.
- Nella scheda Droplets premi Add Droplets, seleziona soltanto il nuovo server e conferma.
- Controlla che il server risulti associato al firewall. Ricontrolla le sei porte in ingresso e l’assenza di SSH. Non associare altri firewall con regole più ampie.
Il firewall DigitalOcean protegge il server dopo l’associazione. Prima di quel momento il bootstrap disabilita SSH nelle prime fasi e prepara il filtro del server durante l’installazione: non dichiariamo protezione del provider prima dell’associazione. Completa questo passaggio senza attendere la fine dell’installazione.
6. Attendi la pagina del relay.
Il server scarica il pacchetto sorgenti dal sito DiPersona, ne controlla l’impronta e i file, costruisce localmente l’immagine, genera le proprie chiavi, configura Docker e il firewall locale e richiede i certificati. Da questo momento il PC può essere spento.
- Copia l’IPv4 pubblico dalla pagina del nuovo Droplet.
- Apri nel browser https:// seguito dall’indirizzo, per esempio
https://IP-DEL-TUO-SERVER/. - Attendi la pagina Associa il tuo relay a DiPersona, con certificato accettato dal browser senza eccezioni.
Durante il primo avvio la pagina non è ancora disponibile. Lo stato Active di DigitalOcean indica che la macchina è accesa, non che l’installazione sia conclusa. Non ignorare avvisi di certificato e non ricreare il server perché la pagina non è ancora comparsa. Un timeout, da solo, non identifica la causa.
Se la pagina non compare
Verifica immagine Docker, associazione del firewall e porte. Per la diagnosi apri la pagina del Droplet e Settings → Recovery console → Launch Console; accedi come root con la password scelta al passo 4. Questa console funziona fuori banda. La normale “Droplet Console” richiede SSH, che questo profilo disabilita.
Leggi lo stato con cloud-init status e poi cat /var/lib/dipersona-bootstrap/status.json. Il solo stato done di cloud-init non prova il completamento del relay: controlla anche phase e code nella ricevuta DiPersona.
Annota l’orario, l’identificativo del server e gli eventuali codici DIPERSONA_BOOTSTRAP. Non condividere password, chiavi, database o il testo completo della configurazione.
Se la ricevuta indica FAILED, conserva il server e la ricevuta per la diagnosi. Non aprire SSH, non usare Reset Root come passaggio normale, non cancellare lo stato e non riavviare o ripetere automaticamente il bootstrap. Questa nuova consegna non ripara sul posto un’installazione fallita.
7. Inquadra il QR e associa il relay.
Usa lo stesso telefono e account da cui hai condiviso il collegamento di preparazione. Servono DiPersona 0.4.84 e il pacchetto relay R11 indicati nella pagina.
- Lascia aperta sul computer la pagina HTTPS del nuovo server, Associa il tuo relay a DiPersona.
- Nell’app scegli I tuoi relay → Associa il tuo relay e inquadra il QR mostrato sul computer.
- L’app recupera e verifica la configurazione. Controlla Identità e dettagli rispetto alla pagina del tuo server, poi conferma Associa relay.
Non occorre scaricare o importare un file. Il QR contiene soltanto l’indirizzo del server e l’impronta della configurazione pubblica. Per completare l’associazione serve la firma del telefono scelto durante la preparazione; il QR non conferisce accesso a chiunque lo scansioni.
Se non puoi usare la fotocamera
Scarica relay-owner.dipersona sul telefono dalla pagina HTTPS del server. Nella schermata di scansione scegli Importa un file, selezionalo e conferma dopo aver controllato l’identità.
Gli invitati ricevono il relay attraverso gli inviti dell’app. Per usare il nuovo relay, incontratevi su quella nuova origine e create nuovi tavoli. Gli account e le persone conosciute restano; i vecchi tavoli rimangono legati al precedente relay. Un server nuovo non cerca altrove le persone e non eredita le loro autorizzazioni.
Se il vecchio relay non esiste più
Puoi rimuoverlo anche senza collegarti al server: da I tuoi relay se è tuo, oppure da Le persone → Gestisci collegamenti → Relay degli inviti se lo hai ricevuto. Il telefono smette di usarlo e conserva le prove protette. Gli altri relay continuano a funzionare.
La rimozione dall’app non elimina il Droplet, non blocca le persone e non modifica gli altri telefoni. Non trasferisce i tavoli. Controlla nell’account che il file di recupero risulti aggiornato: l’aggiornamento automatico richiede l’app aperta e sbloccata e la destinazione accessibile. Se non riesce, segui l’indicazione mostrata. Una copia salvata prima della rimozione, o inviata altrove, non contiene questa scelta.
8. Conserva accessi e indirizzo.
Conserva l’accesso a DigitalOcean, la password di recupero, l’IPv4 e la tua configurazione. Non cambiare l’IP del server: è parte della sua identità. I rinnovi dei certificati sono automatici; gli aggiornamenti del software e la configurazione annuale dell’app sono operazioni distinte, descritte nello stato della versione.
R11 si installa su un nuovo server. Non usare il bootstrap su un relay già in uso. Gli strumenti di aggiornamento sul posto non fanno parte di questa distribuzione. Ricreare il server genera un’altra identità e non recupera automaticamente chiavi e dati del precedente. Un server spento continua a essere fatturato finché non viene eliminato dal provider.
Il pacchetto installato dal server.
Lo ZIP contiene i sorgenti e non serve sul telefono. Puoi scaricarlo sul PC per esaminare il codice; l’installazione lo scarica automaticamente sul server. Trovi pacchetto e impronta della consegna nella pagina del relay. Il configuratore e il pacchetto devono appartenere alla stessa consegna.
Associa il relay e invita le tue persone.
In DiPersona 0.4.84 scegli I tuoi relay → Associa il tuo relay e inquadra il QR del server dal telefono e account da cui hai creato il collegamento. L’app verifica il server e firma la richiesta di associazione dal telefono scelto. Se la procedura si interrompe, usa Verifica associazione sul relay salvato.
Solo il gestore può creare tavoli sul proprio relay. Prima invita le persone tramite Conosci qualcuno: l’invito porta anche il relay, l’ospite lo verifica e conserva senza mostrarlo fra I tuoi relay. Completate il confronto del codice; per creare un tavolo scegli contatti già ammessi su quel relay. Un contatto conosciuto su un altro relay deve essere invitato anche su questo: non viene trasferito automaticamente.
Gli ospiti non devono possedere un server. Il file di recupero aggiornato comprende le associazioni ai relay e le identità tecniche distinte per ciascuno. Le sole 12 parole non ricreano queste associazioni; un server cancellato non viene ricostruito dal recupero dell’app.